ClaudicatioIntermittens

...metafora di un percorso di vita non lineare (marzo 2008)

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"...che vive tra alberi ed acque...che ama la gente e guarda le piante finché vedrà piene di fiori e di vicende"

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martedì, 22 luglio 2008

La vera storia di Atlante ed...Epistrofeo

A volte siamo spaventati dall’idea di poter “condividere”…quasi ci sembra strano…tanto più se si tratta di supportare il peso di angosce, incertezze e ansie recidivanti. Forse temiamo che chi ci ama ed è disposto a starci accanto...prima o poi impara a odiarci.   
Siamo dunque portati a pensare titanicamente che poterci gestire “da soli” sia il modo migliore di affrontarle, di capirle e magari anche di risolverle.
Questa breve premessa mi fa venire in mente la vera storia di Atlante ed…Epistrofeo.
 
Per aver sfidato gli Dei dell’Olimpo, Atlante fu punito da Zeus e costretto a portare, immobile sulle spalle, l’intera volta celeste.
Questo racconta in breve la mitologia greca ed è ciò che più o meno si conosce…
 
Ma nessuno si ricorda di Epistrofeo e l’intimo legame che lo legava all’amico Atlante.
Egli non era un Titano come lo era Atlante, non era un Ciclope, non era neanche un Gigante…era solo il suo fedele amico, ominide semplice e mortale.
Erano cresciuti assieme. Epistrofeo nutriva per Atlante una grande ammirazione, una fiducia incondizionata, era felice di essergli amico e che Atlante non lo trascurasse.
Ma Atlante era un Titano e per quanto tale fu istruito all’arte della guerra con i suoi fratelli…mentre Epistrofeo, proprio perché semplice e mortale, era spesso deriso da essi ed escluso.
Epistrofeo capì allora che sarebbe presto giunto il momento in cui si sarebbero separati e la loro amicizia sarebbe finita.
Quando poi Atlante ottenne da Crono il regno di un isola oltre i confini del mare, Epistrofeo fu allontanato e su ordine dello stesso Crono, allora regnante sull’Olimpo, non gli fu mai concesso l’ingresso sull’isola in quanto distraeva Atlante dalle sue titaniche attività.
Così Epistrofeo si sentì tradito e dimenticato da lui.
 
Venne il giorno in cui Crono, avvisato da un oracolo, e intimorito dall’idea di perdere il suo Regno per mano di uno dei suoi figli…decise di mangiarseli tutti.
Ne rimase vivo solo uno, l’ultimo…di nome Zeus.
Fu proprio Zeus a guidare la rivolta contro i Titani, arditamente liberò i suoi fratelli dalla pancia di Crono e lo scacciò dall’Olimpo.
E così Atlante, borioso di vendetta e superbamente convinto di poter vincere, decise di sfidare gli Dei di Zeus…ma perse rovinosamente la sfida e finì con l’essere punito.
 
Epistrofeo, addolorato dalla condanna inflitta al suo amico Atlante, nonostante la solitudine sofferta per la sua assenza…decise di andare a trovarlo e compatirlo nella sua faticosa tortura. Atlante, orgoglioso com’era, lo allontanò furiosamente, temendo che Epistrofeo si burlasse di lui. Invece Epistrofeo…commosso dalla gioia di rivederlo, lo abbracciò talmente forte che un suo “dente” si conficcò teneramente nel collo di Atlante…si fuse con la sua prima vertebra, si articolò con essa e gli permise di poter almeno ruotare la testa e ammirare le meraviglie del mondo…pur reggendone il peso
 
Ed è proprio da questa “vera” storia che gli antichi dotti denominarono atlante la prima vertebra cervicale ed…epistrofeo la seconda con il suo affettuoso “dente”…a reggere insieme… tutto il peso della nostra testa.


Post Scriptum
Non crederete sul serio che questa è un storia "vera"?
ho inventato tutto...forse perchè mi piace pensare che sia veramente così.
Deformazione professionale?

postato da: ellepunto70 alle ore 19:59 | link | commenti (2)
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giovedì, 17 luglio 2008

Dal mare...

Ho visto Capri, vicinissima,
ho visto i contorni sfumati di Ischia,
ho visto le luci allegre della penisola sorrentina,
e ho visto l’"irraggiungibile" Procida.
Ho visto dal mare palazzi meravigliosi abbandonati, abitati da spiriti maliziosi e palazzi mai finiti, che vivono del fragore delle onde.
Castelli e fortezze che dominano impeccabili.
Dal mare la vista di una città regina, orgogliosa delle sue storie e delle sue leggende, viva come non mai, passione e sentimento, cultura e tradizione, teatro e smorfia, voce ‘e parole.
La pazienza il suo “oro”.
Tanto ricca e generosa, quanto rapida a derubarti…anima 'e core.

postato da: ellepunto70 alle ore 14:56 | link | commenti (1)
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venerdì, 11 luglio 2008

Impazienza

Smania di partenza
Verso il ventre d’Italia
Baciato dal sole e bagnato dal mare
Dove mille colori e rumori e luci e voci
Confonderanno l’anima
E anche il cuore.

postato da: ellepunto70 alle ore 14:28 | link | commenti (2)
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lunedì, 07 luglio 2008

Burle divine

Se qualcuno mi assicurasse che Dio esiste, io penserei a lui come un gran burlone che si sta divertendo ad assediarmi con piccoli ripetuti inutili “scherzi” da circa un mesetto a questa parte.
Brevemente provo a riassumere cronologicamente gli elementi attraverso i quali Egli mi si è reso manifesto e le immaginabili conseguenze:
-         guasto della serratura della porta d’ingresso di casa > pronto soccorso pompieri a tarda sera
-         mega-foratura istantanea con squarcio da oggetto contundente di pneumatico posteriore sinistro dell'auto prima di appuntamento importante > ritardo stratosferico all’appuntamento e massiccia dose di imprecazioni
-         multa per eccesso di velocità + 5pt dalla patente > poderoso “no comment” sulla somma da pagare
-         pallonata in pieno volto > evidente terrificante orripilante deturpante frattura dente incisivo superiore
-         invasione in casa di innumerevoli vermiciattoli urticanti color marrone scuro iper-proliferanti > trattamento interno casa con prodotto chimico velenoso ultrapotente antiparassitario mediante motopompa da irrorazione dotata di lancia telescopica ad alta pressione > successiva prevedibile chiusura ambienti domestici per almeno 24 ore per totale inaccessibilità
-         alba di fulmini e saette > combustione della linea telefonica e ADSL oltre ad elettrodomestici di vario genere
-         puntura di insetto anonimo vagante > lesione cutanea ulcerativa con succulenza peri-malleolare caviglia destra
 
“Ehi, lassù!!! Hai finito di sghignazzare??....Ho per caso osato sfidare la tua celestiale maestosa e inconfutabile bontà da meritarmi tutto questo????”
 
E se poi non esisti?

postato da: ellepunto70 alle ore 19:48 | link | commenti (6)
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domenica, 22 giugno 2008

VORREI...L'IMPOSSIBILE

Vorrei illuminare la mia vita, districare pazientemente quei grovigli interiori tenacemente avviluppati ed esporre le mie emozioni…
Vorrei poter riconoscere i miei limiti…e imparare ad accettarli…con sana ironia.
Vorrei posticipare i miei bisogni e anteporre i miei desideri.
Vorrei non stupirmi un giorno...accorgendomi che la vita che ho vissuto era esattamente come l’avevo immaginata.
Vorrei saper interpretare i malintesi ed esprimermi con chiarezza.
Vorrei arrestare il declino verso l’infelicità di chi non apprezza ciò che è possibile avere.
Vorrei seguire chi in questo momento sogna di tuffarsi nell’oceano per “ascoltare il suo silenzio”.
Vorrei allontanare dalla follia chi volontariamente se ne avvicina.
Vorrei improvvisare sul palco, esibirmi divinamente e lasciar emergere lo stupore.
Vorrei poter dire a mio figlio: “quando hai paura…non ti fermare”.
Vorrei dire al Tempo:“cosa vuoi, che bisogno c’è di correre così in fretta”!!
Vorrei credere veramente che “l’impossibilità è inaccettabile”.

postato da: ellepunto70 alle ore 07:57 | link | commenti (11)
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martedì, 10 giugno 2008

L'isola

sono tornata,
piena…di mare e di sole caldissimo…talora offuscato da nuvole di pioggia,
sedata dal profumo di gelsomino e di lavanda.
 
sono tornata,
carica di eventi, di storie, di facce nuove, di sorrisi e di voci di lingue diverse,
di barche ondeggianti sul molo nella luce soffusa del porto…
sazia di mille pensieri affastellati…sia dolci, sia cupi.
 
sono tornata,
acquietata dalla vista di spiagge semideserte…
dove solo il rumore delle onde rompe il silenzio.
 
sono tornata,
da un’isola verdissima…
da una serena permanenza in un luogo magico,
un casale dalle pareti stuccate mattone per mattone…dalle ampie vetrate in noce…da cui si intravede quella linea perfetta tra il mare e il cielo.
 
sono tornata,
da un rifugio fatato che ha stregato i miei occhi, intercettato i miei sentimenti, catturato la mia linfa.
ora respiro.  

postato da: ellepunto70 alle ore 18:05 | link | commenti (11)
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sabato, 24 maggio 2008

VERSO PROCIDA

Veleggio spedita
cercando di stringere
la bolina migliore...
per risalire il vento.
A vele cazzate,
resto sul trapezio
e con piccole orzate
guadagno velocità...
mi affido all'istinto
e seguo l'andatura
che più mi confida
la presenza del vento.

Assaporo così
l'eccitante sensazione
di sfidare la rotta...
sul filo dell'acqua che fugge...
controcorrente.

postato da: ellepunto70 alle ore 20:30 | link | commenti (17)
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domenica, 18 maggio 2008

Messaggi in bottiglia

In una giornata grigia e piatta…

L.: “…io veleggio senza meta”

MOMO: “Guarda che il vento buono arriva all’improvviso. È capace che per tutta la giornata vai a motore e poi in un momento sei di bolina. Bisogna saper aspettare per mare. E non solo…”


postato da: ellepunto70 alle ore 23:09 | link | commenti (8)
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martedì, 13 maggio 2008

Impeto

Dal vocabolario d’italiano.
Impeto: ardore, energia, foga, forza, furia, furore, fervore, intensità, slancio, trasporto, impulso, entusiasmo, fuoco, moto, esplosione, irruenza, veemenza, pulsione, enfasi, vigore, tumulto, turbinio…delirio.
Ecco.
Io cerco di contenere l’impeto che altrimenti mi sovrasterebbe.

postato da: ellepunto70 alle ore 14:56 | link | commenti (25)
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venerdì, 09 maggio 2008

"Ho due mamme"

Mi avvicino con delicatezza ad un argomento che ultimamente ha suscitato in me particolare interesse e al quale sto cercando di dedicare un po’ di tempo …l’omogenitorialità.
E leggo con orrore quanto sia facile la sua strumentalizzazione da parte di chi vuole prepotentemente imporre il proprio stile di vita e lanciare dictat etico-morali attraverso la pubblicazione di articoli illeggibili, avvilenti e decisamente fuorvianti.
Il riferimento è relativo ad un libro, apparso non proprio di recente, scritto da una giovane giornalista francese Claire Breton sulla sua vita con due mamme dipinto come un terribile “j’accuse” “sul silenzio e l’ambiguità che regnano in questo tipo di unioni”, rivelando “tutta la sofferenza e il disagio dei figli cresciuti in coppie omosex, tra menzogne, terapie psicologiche, paura di essere a propria volta diversi e un disperato desiderio di normalità”. Ancora più allibita proseguo la lettura dell’articolo che imprime con insinuante faziosità…“il sogno di avere una vita banale, quella che hanno tutti”…e il “terrore di diventare omosessuali come la mamma”…”il desiderio di creare la famiglia che le è mancata, che i suoi figli non piangano come ha fatto lei davanti alla pubblicità che mostrava una famiglia sorridente, bella, sana e riunita allegramente a colazione…una famiglia felice, trasparente, semplice”...e conclude “si può darle torto?”.
A chi ha scritto questo articolo e a chi lo ha reso pubblico, suggerirei di leggere per intero il libro e non sbocconcellarlo per travisarne i contenuti. 
 
Cosa si vuol dimostrare?
Che crescere in una famiglia “anomala” genera individui malati e infelici? Individui confusi e disarmati di fronte agli occhi degli altri? Incapaci di rivendicare un futuro “normale” e rischiare a loro volta pericolosamente di “diventare” omosessuali?
Aberrante abominevole ipocrita interpretazione.
 
Per coloro che non hanno l’abitudine di documentarsi e che non ritengono l’aggiornamento scientifico fonte di conoscenza, informo che esistono numerosi studi condotti sull’argomento “omogenitorialità” e che non è un libro/opinione personale a poterci distogliere dal concetto che ciò che più conta per crescere sani e sereni è la presenza di “persone” che si amano, persone decise e profondamente consapevoli quanto responsabili del proprio ruolo di genitore.
L’American Psycological Association ha dichiarato con chiarezza che:
“non esiste alcuna prova scientifica che l’essere dei buoni genitori sia connesso all’orientamento sessuale…genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole…la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l’orientamento sessuale dei genitori, i bambini allevati da coppie gay hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali”.
Questo si può tradurre in una sola “semplice e trasparente” affermazione:
è l’amore che fa una famiglia. 
 
Dov’è il rispetto per le differenze? Quando verranno abolite le discriminazioni? Come si fa ad abbattere le barriere del pregiudizio e delle convenzioni morali? Come si fa a vivere serenamente senza dover subire condanne sociali?
C’è chi afferma con convinzione che “l’arricchimento culturale di una comunità si basa sul riconoscimento dei diritti dell’individuo”…il diritto di ciascuno a vivere liberamente…in accordo con la propria identità. Ma ho paura che in questa società manchino proprio le basi elementari dell’informazione, la comune diffusione del sapere e della conoscenza contro l’ignoranza e la mistificazione.
 
E infine cito il commento di un lettore come me, che scrive esterrefatto molto woodyallenianamente: “non comprendo ancora se sia necessaria una rivoluzione di massa o una guerra nucleare accidentale”.

postato da: ellepunto70 alle ore 11:35 | link | commenti (25)
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